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 DAL PRIMO TRIUMVIRATO ALLA SECONDA GUERRA CIVILE

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Angelodiluce
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MessaggioTitolo: DAL PRIMO TRIUMVIRATO ALLA SECONDA GUERRA CIVILE    Mer Giu 30, 2010 4:31 am

Dopo la morte di Lucio Cornelio Silla ripresero le lotte tra i partiti e soprattutto tra due eminenti uomini politici: Gneo Pompeo e Caio Giulio Cesare. Pompeo godeva a Roma di grande prestigio; aveva infatti combattuto a fianco di Silla, quindi si era distinto in Spagna nella guerra contro Sertorio; aveva liberato il Mediterraneo dal pericolo rappresentato dai pirati che, con le loro navi, ostacolavano i commerci marittimi di Roma causando gravi danni all’economia dello Stato. In Oriente aveva sconfitto il re del Ponto Mitridate che aveva ripreso la guerra contro i romani. Con questa vittoria Pompeo assicurò la supremazia di Roma nell’Asia minore e in Palestina. Cesare, era un giovane ed intelligente politico appartenente ad un antica e nobile famiglia romana, che sapeva farsi amare dalla folla ed obbedire dai suoi legionari. Durante l’assenza di Pompeo, impegnato nella guerra in Oriente, la fazione democratica tentò di riprendere il potere per mano di Lucio Sergio Catilina; questi era un nobile dissoluto ed oberato di debiti che ordì una congiura allo scopo di ottenere il consolato. Questo suo tentativo fallì per merito del console Marco Tullio Cicerone, che venuto a conoscenza del complotto, mise il popolo a conoscenza del pericolo che incombeva sullo Stato e pronunciò il famoso violento discorso pubblico che indusse Catilina ad abbandonare in tutta fretta Roma nel 62 a.C.. Pompeo ritornò a Roma festeggiando la vittoria su Mitridate con uno splendido trionfo. In seguito, non essendo riuscito a far approvare dal Senato, che temeva molto la sua sempre crescente potenza, l’assegnazione di terre ai suoi veterani e gli ordinamenti da lui applicati all’Oriente, prese contatto con i capi della fazione popolare. Nel 60 a.C. stipulò un accordo privato con Caio Giulio Cesare e Licinio Crasso; quest’ultimo nel 71 a.C. era al comando dele legioni durante la guerra contro Spartaco, che venne poi vittoriosamente conclusa dallo stesso Pompeo. Questo accordo portò ad una spartizione di potere tra le parti contraenti e alla nascita del primo triumvirato. A Cesare spettò il consolato per l’anno seguente; Crasso divenne governatore della Siria e ottenne il comando delle legioni nella guerra partica; a Pompeo venne invece affidato il governo della Spagna. Divenuto console, Cesare riuscì a far approvare dal Senato le precedenti richieste di Pompeo. Terminato il suo mandato, venne nominato governatore della Gallia Cisalpina, della Gallia Narbonense e dell’Illirico. Nel 58 a.C. partì per la Gallia e nell’arco di sette anni riuscì a sottometterla completamente sconfiggendo gli Elvezi, gli Svevi, i Belgi e gli Acquitani effettuò una spedizione oltre il Reno, nel territorio germanico e un’altra oltre il canale della Manica, nel paese dei Britanni. Ritornato in Gallia domò brutalmente una rivolta dei popoli gallici coalizzatisi sotto il comando del valoroso capo Vercingetorige. Durante il periodo dei successi di Cesare, Pompeo non si mosse mai da Roma, dove nel frattempo si erano riaccese le lotte tra le diverse fazioni politiche. Per riportare l’ordine il Senato chiamò Pompeo, al quale venne offerta la carica di console senza collega. Invidioso per la fama che Cesare stava accumulando con i suoi successi militari, egli cercò si stabilire un’alleanza con l’aristocrazia romana, avendo intuito che presto o tardi avrebbe dovuto confrontarsi con il collega triumviro. Nel frattempo Crasso era morto in battaglia combattendo contro i Parti. Il conflitto scoppiò poco dopo, ed il Senato cedendo alle richieste di Pompeo, respinse risolutamente la richiesta di Cesare di passare dal governo della Gallia al consolato, ed inoltre egli sarebbe stato considerato come nemico dello Stato se non avesse immediatamente abbandonato il governo e l’esercito. Cesare ricevette quest’ordine mentre si trovava sul confine tra la Gallia Cisalpina e l’Italia, rappresentato dal fiume Rubicone. Quindi con fare risoluto passò il fiume con una legione e si diresse immediatamente a Roma, segnando l’inizio della seconda guerra civile. Preso alla sprovvista dalla mossa dell’avversario, Pompeo fuggì in Grecia con la maggior parte dei senatori e qui venne raggiunto poco tempo dopo da Cesare. Lo scontro decisivo avvenne nel 48 a.C. a Farsalo: l’esercito di Pompeo, numericamente due volte più grande di quello di Cesare, venne sconfitto dai veterani delle guerre galliche, meglio addestrati al combattimento e devotissimi al loro comandante. Pompeo fuggì in Egitto presso il re Tolomeo che, convinto di fare un favore a Cesare, lo fece decapitare. Quando quest’ultimo giunse in Egitto e venne a conoscenza dell’esecuzione di Pompeo rimase molto contrariato, al punto da togliere il regno a Tolomeo e passare la reggenza alla figlia di lui Cleopatra. Dopo aver riportato altre vittorie contro il figlio di Mitridate e sui seguaci di Pompeo fece ritorno a Roma, dove ricevette dal Senato la nomina a dittatore perpetuo. Con i poteri che la nuova carica le offriva, Cesare avviò una serie di riforme atte a riportare pace e ordine in città e nelle province. A molte di queste venne estesa la cittadinanza romana; limitò il numero degli aventi diritto alla distribuzione gratuita di grano, offrì nuove prospettive di lavoro distribuendo terre pubbliche ed inviando un certo numero di cittadini a colonizzare i territori conquistati in Africa ed in Spagna. Roma stessa venne abbellita ed arricchita con la costruzione di nuovi edifici; progettò inoltre grandiose opere come il prosciugamento del lago Fucino e la costruzione di un grande porto commerciale ad Ostia. Ricevette il titolo di imperator e ottenne onori divini; riservò a se stesso tutti i poteri dello Stato instaurando un governo assoluto e personale, che malcelava una certa tendenza monarchica. Per questo motivo i suoi avversari, accesi sostenitori della tradizione repubblicana iniziarono a cospirare contro di lui e, alle idi di marzo del 44 a.C., le tesero un agguato al Senato uccidendolo con 23 pugnalate.
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