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 IL CRISTIANESIMO

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Angelodiluce
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MessaggioTitolo: IL CRISTIANESIMO    Mer Giu 30, 2010 4:34 am

Nel periodo compreso tra la fine della Repubblica e l’inizio dell’Impero, a Roma giunsero delle nuove religioni provenienti dai vasti territori occupati, ma principalmente dall’Oriente. Tra di esse, in conseguenza della diaspora degli Ebrei, si era particolarmente diffusa la religione ebraica basata sul Dio unico legato al popolo eletto da un Patto di Alleanza. Durante la dominazione romana la società ebraica era divenuta un popolo di devoti, che in ossequio ai loro sacerdoti e ai dottori della legge, ne seguivano scrupolosamente gli insegnamenti. Ma in tutto il regno d’Israele rimaneva sempre viva l’attesa del Messia, l’unto dal Signore, che avrebbe dovuto restituire al popolo ebraico la propria libertà e avrebbe dovuto concederle il predominio su tutte le altre genti. Secondo le profezie, queste si sarebbero dovute convertire al Dio d’Israele e Gerusalemme sarebbe diventata il centro religioso del mondo. Proprio in Palestina durante il regno di Augusto e mentre gli Ebrei attendevano l’arrivo del loro liberatore, in una misera capanna di Betlemme nacque Gesù. La famiglia era originaria di Nazareth e si era recata a Betlemme in occasione del censimento imposto dall’Imperatore Augusto. Scampata con la fuga in Egitto alla strage degli Innocenti ordinata dal re Erode,essa ritornò a Nazareth dopo la sua morte. Nei quattro Vangeli di Matteo, Marco, Luca e Giovanni sono esposte la vita e la dottrina di Gesù. Essi costituiscono con gli Atti degli Apostoli, l’Apocalisse e le Lettere degli Apostoli, il Nuovo Testamento, che completa l’Antico. Dopo essere rimasto per circa trent’anni nell’anonimato, Gesù iniziò la propria vita pubblica e la predicazione annunziando alle genti che lo ascoltavano la buona novella di un regno di Dio, come premio eterno per coloro che soffrivano o erano perseguitati a causa della giustizia. Esortava gli uomini ad amare Dio e il loro prossimo come se stessi, ottenendo così la loro ricompensa nel regno dei cieli. Secondo la sua dottrina l’amore per il prossimo doveva essere più forte verso i nemici, portando così al superamento delle rivalità nazionali. Gesù per far capire a tutti ciò che predicava, si aiutava con delle parabole semplici e chiare ed iniziò a fare dei miracoli. Agli inizi della sua missione terrena, egli scelse dodici uomini, in maggioranza pescatori, che in seguito avrebbero trasmesso i suoi insegnamenti nel mondo: gli Apostoli. Tra di loro ebbe un ruolo particolarmente importante Simone detto Pietro, al quale il Cristo dette l’incarico di fondare la sua Chiesa. Gesù affermava di essere venuto in questo mondo per compiere le profezie contenute nella Bibbia e creare una nuova alleanza tra Dio e gli uomini, nella quale avrebbero contato meno le pratiche di culto esteriori, mentre avrebbero avuto molto più valore la purezza di cuore, l’umiltà e la fratellanza universale tra gli uomini. Egli asseriva di essere venuto per i diseredati e i peccatori, non disdegnando di vivere in mezzo ad essi e rivolgendo loro parole di conforto e di speranza. Questa sua dimestichezza con ogni tipo di persone, indisponeva i farisei, suscitando l’ostilità dei sacerdoti del Tempio, che vedevano nelle sue parole un pericolo per la religione ufficiale della quale essi erano i severi custodi. Nella notte di vigilia della Pasqua ebraica, mentre Gesù e gli Apostoli erano intenti a pregare nell’orto degli ulivi, essi lo fecero arrestare e condurre alla presenza del Sommo Sacerdote. Qui giunto venne incolpato di essersi proclamato figlio di Dio e di conseguenza accusato di bestemmia. Venne quindi portato al cospetto del re Erode che, non volendosi assumere la responsabilità di un giudizio così controverso, lo inviò al governatore romano della Giudea Ponzio Pilato, al quale venne presentato come un sobillatore, un sovvertitore delle leggi, ma soprattutto di aspirare al trono di Giudea. Dopo l’interrogatorio, venne flagellato, rivestito con una tunica di porpora ed incoronato con una corona di spine; condannato alla crocifissione venne portato con altri due condannati a morte sul monte Calvario, dove venne eseguita la sentenza. La sera stessa della sua morte, Gesù venne sepolto nel sepolcro appartenente alla famiglia di Giuseppe d’Arimatea. La domenica succesiva, delle pie donne si recarono al sepolcro per iniziare le pratiche d’imbalsamazione del corpo, ma giunte sul posto notarono che la pietra che chiudeva la tomba era stata rimossa. All’interno trovarono un angelo che annunciò loro che Gesù, come era stato predetto, era risorto dai morti. Gli insegnamenti predicati da Cristo e dai suoi discepoli, rappresentavano un tipo di dottrina che conteneva al suo interno elementi nuovi, poichè Gesù chiedeva anche un nuovo modo di concepire la vita. Secondo questa nuova concezione della vita, l’interesse del cristiano deve essere incentrato sul Regno dei Cieli che Dio ha promesso a chi, nei rapporti umani riesce a vivere e testimoniare la propria fede e l’amore che Dio ha per il genere umano. Per questa ragione l’uomo rinnovato dall’amore di Dio, è colui il quale rinuncia al dominio sui suoi simili, alle ricchezze terrene, alla ricerca ossessiva di onori, di potenza, e perdona le offese ricevute. L’amore è quindi l’unica norma valida di condotta. Il Dio del Nuovo Testamento diviene quindi, contariamente al Dio del Vecchio Testamento, creatore e padre di tutti gli uomini e non solo del popolo ebraico e ama le proprie creature fino al punto di farsi uomo e a redimerle dai loro peccati con il sacrificio della croce. Il nuovo concetto di carità capovolge la visione attuale della giustizia esistente sia nel mondo pagano che in quello ebraico. Alla legge del taglione viene infatti contrapposta la nuova teoria dell’amore e del perdono. Anche nelle relazioni sociali vengono apportati dei rinnovamenti: in base alla nuova dottrina, tutti gli uomini sono uguali e questo non poteva assolutamente essere accettato nel mondo romano, dove questa nuova religione era vista come un grave pericolo.
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