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 L’EMANCIPAZIONE DELLE CITTÀ

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Angelodiluce
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MessaggioTitolo: L’EMANCIPAZIONE DELLE CITTÀ   Dom Lug 18, 2010 10:06 am

Nell'Europa occidentale le città si svilupparono nell’Alto Medioevo sui territori dei signori feudali; in alcuni casi, settori della stessa città potevano trovarsi su un territorio appartenente a feudatari diversi, come accadde in Francia alla città di Amiens, suddivisa in quattro giurisdizioni signorili. Spesso erano i feudatari stessi a favorire la costituzione delle città sui propri domini, spinti dalla certezza dei ricchi guadagni che il commercio e l’industria, che si andavano sviluppando al loro interno, avrebbero potuto procurare alle casse dell’erario. Ben presto l’oppressione feudale e le ingiustizie provocate dai signori e dai loro miliziani, provocarono duri scontri per l’emancipazione delle città. Quelle più ricche riuscirono con il denaro a riscattare la propria indipendenza, ma si trattò solo di una piccola parte di esse; a volte succedeva che il signore del luogo, dopo aver concesso determinate libertà in cambio di oro o di merci pregiate, violasse gli accordi e pretendesse di riavere quanto in precedenza aveva concesso. Per questo motivo, già dal XI secolo si scatenarono in tutta l’Europa Occidentale dure lotte fra città e feudatari, che avevano per scopo il riscatto delle libertà cittadine. Da questo scontro le città uscirono vittoriose anche se con modalità differenti da uno Stato all’altro. I migliori risultati vennero ottenuti nei centri dell’Italia centrale e settentrionale, dove con l’appoggio della piccola nobiltà, le città ebbero la meglio sull’Impero, costituendosi in repubbliche cittadine indipendenti. Più tardi ciò avvenne anche in Germania, dove l’indebolimento del potere imperiale consentì alle più importanti città tedesche di raggiungere un’ampia autonomia, conservando solo una dipendenza formale dall’imperatore: queste città, assunsero la denominazione di Reichsstaedte, città imperiali. Diversamente andarono le cose in Spagna, in Francia ed in Inghilterra, dove le rispettive monarchie conservarono il controllo delle città: al loro interno esse accoglievano un funzionario regio, pagavano un tributo all’erario reale e mettevano a disposizione del sovrano le proprie milizie, ottenendo però in cambio un prezioso documento: la carta comunale, che le liberava dagli obblighi feudali e concedeva loro l’amministrazione cittadina, la possibilità di amministrare per mezzo di propri giudici la giustizia, diritti di libertà personale per tutti i residenti, il libero possesso dei propri beni ed inoltre la libertà di commercio e la possibilità di formare delle associazioni corporative. Gli uomini che condussero la lotta per l’emancipazione delle città, furono gli stessi che costituirono il primo nucleo di una nuova classe sociale: la borghesia, che assunse questo nome perchè composta da tutti gli abitanti non di sangue nobile residenti nella Burg, detti appunto in tedesco Buerger e in francese bourgeois. In Italia e in Francia, i borghesi furono aiutati nella loro lotta dalla piccola nobiltà.Tutta la popolazione collaborò alla lotta contro i feudatari allo scopo di ottenere i diritti comunali, ma solo una parte di essa potè godere dei frutti della vittoria; infatti, raggiunto lo scopo, il potere restò nelle mani dei cittadini più importanti, che costituirono quello che in Germania venne ribattezzato patriziato. Si trattò principalmente di ricchi mercanti, banchieri, proprietari di terreni e case situati sul territorio della città o nel contado. Tutti costorono crearono una ristretta oligarchia, che governava le città a proprio vantaggio, escludendo il resto della popolazione da ogni partecipazione alla politica attiva e soprattutto dal governo; per quanto riguardava l’aspetto fiscale essi riversavano il peso tributario sulle altre classi sociali, creando malcontento nella popolazione. Ben presto questo malessere condusse ad una seconda fase dello scontro politico-sociale fra il patriziato ed il resto della popolazione, in mezzo alla quale apparvero i membri delle corporazioni.
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