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 LA DECADENZA DEL REGNO DI NAPOLI

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Angelodiluce
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MessaggioTitolo: LA DECADENZA DEL REGNO DI NAPOLI    Lun Lug 19, 2010 9:48 pm

A Carlo lo Zoppo, che non era riuscito ad evitare la conquista della Sicilia da parte degli Aragonesi, fece seguito l’elezione a re di Napoli di Roberto d’Angiò, terzo re di questa dinastia, che regnò dal 1309 al 1343. Egli continuò la politica di ingerenze negli affari dell’Italia centrosettentrionale, allo scopo di appoggiare i Guelfi nella loro lotta contro i Ghibellini. Per sostenere questa politica, gli Angioini continuarono a vessare le popolazioni meridionali con sempre nuove tasse, consumandone così ogni risorsa. All’ambizione del sovrano, fece seguito un fenomeno ancora più rovinoso: la diffusione del feudalesimo, che spezzettò lo Stato faticosamente riunito dai Normanni prima e da Federico II poi. Le campagne e le città vennero infeudate ai favoriti del re, per ingraziarseli e mantenerli fedeli alla corona. Si aggiunse inoltre l’uso di contrarre matrimoni con case regnanti straniere, allo scopo di accrescere la potenza della Casa d’Angiò. I risultati di queste scelte sciagurate si videro poi alla morte di Roberto, quando a succedergli venne chiamata sua nipote Giovanna I, il cui regno durò dal 1343 al 1382 e fu costellato da una serie interminabile di guerre civili, poichè tentarono d’impadronirsi del Regno di Napoli il ramo ungherese della Casa d’Angiò, che prese vita a seguito del matrimonio contratto dal figlio di Carlo lo Zoppo, Carlo Martello, con l’erede al trono d’Ungheria, il Ramo di Durazzo, costituito dai discendenti di un altro figlio di Carlo lo Zoppo, che assunse il titolo di conte di Durazzo, e la Casa reale di Francia.Ognuno di questi pretendenti trovò nel meridione un buon numero di baroni disposti a fornire il proprio aiuto in cambio di maggior potere. Queste guerre civili completarono la rovina dell’Italia meridionale, iniziata nel secolo precedente con l’arrivo di Carlo d’Angiò. Il commercio e l’industria decaddero completamente e nelle campagne presero a diffondersi le paludi e la malaria, mentre una buona parte della popolazione si rifugiò sui monti per sfuggire alle pianure ormai inabitabili. Il regno divenne una colonia dei banchieri fiorentini, che fornivano ai re angioini i finanziamenti necessari per perseguire i propri scopi politici. Gli altissimi interessi richiesti dalle banche furono anch’essi causa dell’impoverimento economico del Meridione. Nel 1382, la regina Giovanna I venne assassinata, ma nonostante ciò le guerre civili proseguirono tra i sostenitori della Casa di Durazzo ed i seguaci della Casa regnante francese. Le lotte tra Angioini e Durazzeschi, terminarono con la vittoria di questi ultimi, capeggiati dal re Ladislao di Durazzo. Il consolidamento dell’autorità regia, non fu da lui utilizzato per tentare di riordinare economicamente la situazione del regno, ma egli si dedicò ad un’avventurosa politica di conquista in Italia. Ladislao sperava infatti di poter ricostituire la potenza che era stata raggiunta sotto il primo re d’Angiò. Le vittorie non gli mancarono, grazie anche allo stato di grande disgregazione nel quale si trovava l’Italia centrale: occupata più volte Roma, egli pensò addirittura di annettere al proprio regno tutto lo Stato della Chiesa, ma la resistenza opposta da Firenze rese vani i suoi tentativi, facendogli esaurire le forze in inutili imprese. Egli morì all’età di trent’anni ed il regno passò alla sorella Giovanna II, che ne resse le sorti dal 1414 al 1435. Durante questo periodo ripresero le guerre civili e gli scontri con gli Aragonesi di Sicilia e di Spagna.
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