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 L’ITALIA NEL XV SECOLO: I MEDICI AL POTERE A FIRENZE E IL REGNO ARAGONESE A NAPOLI

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Angelodiluce
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MessaggioTitolo: L’ITALIA NEL XV SECOLO: I MEDICI AL POTERE A FIRENZE E IL REGNO ARAGONESE A NAPOLI    Lun Lug 19, 2010 9:49 pm

L’oligarchia mercantile che dominava Firenze, nel Quattrocento dovette cedere il potere alla famiglia dei Medici. Banchieri e grandi mercanti, essi si erano arricchiti con il servizio di cassa per conto del papa: nei primi decenni del XV secolo, Cosimo dei Medici era l’Uomo più ricco di Firenze e uno dei più ricchi d’Europa. Con l’ appoggio di cui godeva da parte del popolo minuto, Cosimo riuscì a far bandire dalla città gli Albizzi, la famiglia che in precedenza aveva il maggior potere a Firenze, rimanendo il vero signore della città, pur facendo il possibile per non darlo a vedere. Egli infatti non cambiò nulla nelle istituzioni e negli ordinamenti tradizionali, ma in realtà non si effettuavano nuovi provvedimenti governativi e non si eleggevano nuovi pubblici ufficiali senza il suo consenso.
Cosimo dei Medici ottenne il sostegno del popolo minuto grazie ad alcune misure che egli seppe adottare per migliorare la situazione del popolo fiorentino, ed in particolare una riforma fiscale che sgravò in parte del peso tributario i meno abbienti, per caricarlo sulle famiglie dei banchieri sui diretti concorrenti ed avversari politici. Dopo trent’anni di supremazia incontrastata (dal 1434 al 1464), Cosimo, morendo, lasciò il potere al figlio Piero il Gottoso, che morì molto presto. Il potere venne ereditato dai suoi due figli Lorenzo e Giuliano, che poco dopo subirono un attentato da parte di un gruppo di congiurati appartenenti alle più nobili famiglie fiorentine, capeggiate dalla famiglia dei Pazzi, banchieri in diretta competizione con i Medici. Nell’agguato,avvenuto nella Cappella adiacente la Chiesa di Santa Maria del Fiore, Giuliano perse la vita, mentre Lorenzo venne ferito ma riuscù a mettersi in salvo. La congiura dei Pazzi ottenne il risultato opposto di quello che i congiurati avevano previsto. Il popolo, infatti, si sollevò contro i cospiratori inneggiando ai Medici. I Pazzi e il loro amici vennero sommariamente giustiziati e Lorenzo dei Medici assunse i pieni poteri, con forme molto più aperte di quanto non avesse fatto il nonno Cosimo: egli tenne una magnifica corte nella quale trovavano ospitalità poeti ed artisti, e sotto il suo governo si ebbe il periodo più splendido del Rinascimento fiorentino. In Italia, Lorenzo il Magnifico, come ormai il Signore di Firenze veniva definito, grazie alla sua potenza economica e la sua abilità diplomatica, ebbe una parte importante nella soluzione di diversi conflitti tra gli Stati della penisola.
Nello stesso secolo, nel Sud dell’Italia, sotto il regno di Alfonso di Aragona, la Sicilia e la Sardegna vennero unite al regno di Napoli. Alla sua morte, Alfonso lasciò le due isole al fratello, che gli succcedette sul trono di Aragona, dimodochè le due isole vennero nuovamente separate dal resto del regno di Napoli. Successivamente, esse sarebbero servite agli spagnoli come base di partenza per la conquista dell’Italia alla fine del XV secolo. Il regno di Napoli venne invece ereditato da Ferdinando, figlio naturale di Alfonso, che diede origine ad una monarchia nazionale. L’opera del nuovo re venne fortemente osteggiata dai grandi feudatari meridionali, che non esitarono, per l’ennesima volta, a chiedere l’appoggio degli Angioini di Francia. Sconfitti i francesi, Ferdinando si trovò presto coinvolto come vittima designata in un complotto ordito dai nobili, meglio conosciuto come la congiura dei baroni, che vedeva unite contro il re tutte le maggiori casate feudali. Venuto a conoscenza delle trame baronali, Ferdinando attirò con l’inganno i colpevoli nel suo castello, il Maschio Angioino di Napoli, e li fece giustizia, mettendo a morte tutti i principali congiurati e condannando a forti pene detentive gli altri. Tuttavia egli non riuscì a portare a termine la sua opera di consolidamento dell’autorità regia, poichè morì nel 1494. Nello stesso anno iniziò l’invasine del regno da parte dei francesi.
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