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  L’ITALIA NEL XV SECOLO: LOTTE TRA STATI ITALIANI PER LA SUPREMAZIA

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Angelodiluce
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MessaggioTitolo: L’ITALIA NEL XV SECOLO: LOTTE TRA STATI ITALIANI PER LA SUPREMAZIA    Lun Lug 19, 2010 10:00 pm

La prima metà del Quattrocento, fu segnata in Italia da aspre lotte fra Stati per il raggiungimento della supremazia. I principali protagonisti di questi scontri furono il Ducato di Milano e la Repubblica di Venezia. Quest’ultima, dopo la morte di Gian Galeazzo Visconti, approfittò del momento di confusione venutosi a creare nello Stato milanese per estendere i propri domini nel Veneto occidentale; inoltre, dopo aver lottato contro i patriarchi di Aquileia e i duchi d’Austria, estese il proprio territorio in Friuli fino all’Isonzo e nel Trentino fino alla città di Rovereto, divenedo quindi un forte Stato territoriale, potente finanziariamente, grazie ai suoi traffici marittimi e politicamente, grazie al governo oligarchico nobiliare che garantiva stabilità. Dopo la morte di Gian Galeazzo Visconti, Il Ducato di Milano perse molte delle conquiste territoriali conseguite dal defunto duca. Nonostante tutto, il figlio di Gian Galeazzo, Filippo Maria Visconti, una volta preso il potere, riuscì ad estendere i propri domini in parte del Piemonte e dell’Emilia, attirando nuovamente nell’orbita milanese la Repubblica di Genova. Le ambizioni espansionistiche dei milanesi e dei veneziani, condussero inevitabilmente ad uno scontro armato che ebbe inizio nel 1423 e terminò nel 1433 con la vittoria di Venezia, sancita dalla Pace di Ferrara e che fruttò alla Repubblica le città di Bergamo e Brescia. Ma questo non era ancora sufficiente per il governo veneziano, che alla morte di Filippo Maria Visconti, intravvide la possibilità di divenire padrone dell’intera Lombardia. Le aspirazioni veneziane, erano tuttavia contrastate da Firenze, che non vedeva di buon l'espansione veneta nell’Italia settentrionale. A Milano venne proclamata la Repubblica Ambrosiana, che aveva posto alla guida delle sue milizie Francesco Sforza. Entrato in città alla testa delle sue truppe, la occuppò con l’inganno, divenendone il Signore, riprendendo subito dopo la guerra contro Venezia. La lotta tra i due Stati proseguì fino al 1454, allorquando i contendenti addivennero alla Pace di Lodi, che riconosceva a Francesco Sforza il titolo di duca di Milano, mentre dal punto di vista territoriale nulla cambiò. In realtà , Venezia si convinse a sottoscrivere la pace a causa della drammatica notizia della caduta di Costantinopoli nelle mani degli Ottomani; in seguito, il pericolo turco richiamò su di sè tutta l’attenzione del governo veneziano, che tralasciò ogni ulteriore tentativo di espansione in Italia.
Un’altra guerra che in modo diverso interessò gli Stati italiani, fu quella che si combattè nel Meridione fra Renato d’Angiò e Alfonso d’Aragona, per la successione della regina Giovanna II. Grande e abile condottiero, Alfonso D’Aragona sconfisse il rivale e conquistò l’intero regno, fondando la nuova dinastia degli Aragona. Nel 1441, a seguito della Pace di Cremona, egli venne riconosciuto come re di Napoli dagli altri Stati italiani. Sotto il suop regno e quelli dei suoi successori, le popolazioni meridionali poterono finalmente godere di alcuni decenni di pace, dopo quasi un secolo di continue guerre civili.
La Pace di Lodi segnò per l’Italia l’inizio di un quarantennio di pace, interrotto solo da alcuni scontri di scarsa importanza. Questo buon risultato fu dovuto principalmente alla partà di forze dei maggiori Stati italiani, che si risolse successivamente in un grave danno per la nazione, poichè impedì l’unificazione dell’Italia in un unico organismo statale. Presto i piccoli Stati italiani caddero preda delle potenze straniere, e il Paese divenne un grande campo di battaglia per gli eserciti delle maggiori potenze europee.
Nella seconda metà del Quattrocento, gli Stati italiani attuarono una politica di equilibrio, che consisteva essenzialmente nel bilanciarsi a vicenda, in modo tale da impedire modificazioni delle condizioni territoriali e dei rapporti di potenza tra gli Stati.
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