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 LA SITUAZIONE POLITICA IN GERMANIA DOPO LA RIFORMA LUTERANA

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Angelodiluce
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MessaggioTitolo: LA SITUAZIONE POLITICA IN GERMANIA DOPO LA RIFORMA LUTERANA    Lun Lug 19, 2010 10:08 pm

La riforma protestante ebbe gravissimi effetti per la Germania, poichè permise ai principi locali di consolidare il loro potere, vanificando i tentativi di unificare il Paese sotto un’unica autorità centrale. Essi sottomisero le chiese luterane situate sui propri territori, im modo tale da aumentare i loro poteri assoluti sulla popolazione, rafforzando in questo modo anche la propria potenza economica con l’acquisizione deii beni ecclesiastici. In questo modo i principi locali riuscirono a condurre la propria vittoriosa lotta contro l’autorità centrale, contro le città libere, ma soprattutto contro le popolazioni delle campagne, che dopo la sconfitta subita nella Guerra dei contadini, finirono schiacciate sotto il potere feudale. All’insediamento di proprietari laici nei conventi, fece seguito la violazione sistematica di tutti i diritti consuetudinari dei contadini, che prima erano rispettati dagli ecclesiastici. La servitù della gleba risorse in tutta la Germania ancora più dura che in precedenza. In tali condizioni le città mercantili non furono in grado di affrontare in modo efficace la grave crisi economica causata dalle grandi scoperte geografiche del Cinquecento e dallo spostamento delle più importanti vie di traffico; in conseguenza di tutti questi avvenimenti, la loro potenza decadde e anche queste città rimasero esposte alle prepotenze dei feudatari e dei principi locali. Anche gli Asburgo, come già i loro predecessori, ebbero sulla Germania un’autorità piuttosto limitata. Nela seconda metà del Cinquecento, si assistette ad un considerevole aumento della potenza asburgica. Ai loro territori ereditari dell’Austria e del Tirolo, gli Asburgo avevano esteso il proprio dominio sulla Boemia, su di una buona parte dell’Ungheria, sulla Svevia e sull’Alsazia. Inoltre il ramo austriaco della famiglia era saldamente alleato con quello spagnolo, ed insieme godevano dell’appoggio incondizionato del papato, in quanto potenze cattoliche che sostenevano la causa della Controriforma. Questo insieme di cicostanze ad essi favorevoli, indussero gli Asburgo d’Austria a tentare di sottomettere alla propria autorità l’intera Germania, unificandola in uno Stato assoluto ed accentrato come la Spagna.Essi dettero a questa loro manovra l’apparenza di una crociata volta a ristabilire il Cattolicesimo, alleandosi con i principi locali rimasti fedeli alla religione cattolica, contro la grande maggioranza dei principi tedeschi passati al Luteranesimo. Nel 1608 la politica perseguita dagli Asburgo portò alla formazione di una lega composta da tutti i principi riformati della Germania meridionale e occidentale, l’Unione Protestante, alla quale aderirono tra gli altri, il conte del Palatinato, che ne era anche il capo, il langravio di Hessen, il principe elettore di Brandeburgo e molte delle città imperiali. Da parte loro i principi cattolici crearono laLega Cattolica, guidata dal duca di Baviera: questo raggruppamento era spalleggiato dalla Spagna, dagli Asburgo d’Austria e dal papa; comandante supremo era l’esperto generale Tilly. Naturalmente nessuna delle due parti riuscì a mascherare adeguatamente il vero scopo dello scontro, che in realtà non era dovuto a motivi legati alla religione, ma bensì alla brama di entrambe le parti, di conquistare nuovi territori ed aumentare in tal modo il proprio potere nel continente europeo. La forte tensione che già si era accumulata in Germania, andò scemando alla notizia dell’assassinio avvenuto in Francia del re Enrico IV, sull’ appoggio del quale facevano affidamento i luterani tedeschi. Visto in tale modo indebolito il proprio schieramento, essi decisero di prendere tempo rimamdando lo scontro decisivo di qualche anno.
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