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 Aristotele Il problema degli scritti

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Angelodiluce
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MessaggioTitolo: Aristotele Il problema degli scritti   Mar Ago 17, 2010 10:08 am

Le opere che ci sono pervenute comprendono solo gli scritti che Aristotele compose per le necessità del suo insegnamento. Oltre a questi scritti che sono stati chiamati acroamatici perché destinati agli ascoltatori, o esoterici cioè racchiudenti una dottrina segreta, ma che in realtà sono soltanto gli appunti di cui si serviva per l'insegnamento, Aristotele compose altri scritti secondo la tradizione platonica in forma dialogica, che egli stesso chiamò essoterici, cioè destinati al pubblico, nei quali si serviva di miti e di altri ornamenti vivaci e appariva altrettanto eloquente quanto è scarno e severo negli scritti scolastici. Ma di questi scritti essoterici non sono rimasti che pochi frammenti, del cui valore per intendere la personalità di Aristotele la critica si è accorta solo recentemente.
Gli scritti acroamatici cominciarono a essere conosciuti soltanto quando furono pubblicati, nell'età di Silla, da Andronico di Rodi. Secondo il racconto di Strabone, questi scritti furono trovati nella cantina della casa posseduta dai discendenti di Neleo, il figlio di Corisco. Sta di fatto che per molto tempo Aristotele fu conosciuto soltanto attraverso i dialoghi e che solo dopo la pubblicazione degli scritti acroamatici i dialoghi furono via via oscurati dai trattati scritti per la scuola. Nasce così il problema di vedere in che rapporto i dialoghi stanno con gli scritti scolastici e fino a che punto contribuiscono a farci intendere la personalità di Aristotele.
Nei trattati scolastici, il pensiero di Aristotele appare perfettamente sistematico e compiuto: sembra escluso da essi, almeno a prima vista, che Aristotele abbia avuto oscillazioni o dubbi, che abbia subito crisi o mutamenti. La considerazione dei dialoghi consente invece di rendersi conto che la dottrina di Aristotele non è nata bell'e compiuta, che il suo pensiero ha subito crisi e mutamenti. I frammenti che possediamo di tali dialoghi ci mostrano infatti un Aristotele che aderisce dapprima al pensiero platonico per poi allontanarsene e modificarlo sostanzialmente; che trasforma la natura stessa dei suoi interessi spirituali, i quali, rivolti dapprima ai problemi filosofici, si vengono in séguito concentrando su problemi scientifici particolari. Attraverso lo studio della formazione del sistema aristotelico si è potuto così gettare uno sguardo sulla formazione e sullo sviluppo dell'uomo Aristotele.
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