AngelodiluceInternet

Corso HTML,avatar,gif,sfondi, ,icone, programmi free ,aforismi,poesie,Karaoke
 
IndiceCalendarioFAQCercaLista UtentiGruppiRegistratiAccedi
Cerca
 
 

Risultati secondo:
 
Rechercher Ricerca avanzata
calendario
Contavisite
Migliori postatori
Angelodiluce
 
Valentina
 
raffaeled3
 
Luca
 
Lady
 
Eleonora
 
Stella
 
leona
 
Lia
 
michela2
 
Chi è in linea
In totale ci sono 2 utenti in linea: 0 Registrati, 0 Nascosti e 2 Ospiti

Nessuno

Il numero massimo di utenti online contemporaneamente è stato 158 il Lun Dic 10, 2012 9:48 pm
Statistiche
Abbiamo 38 membri registrati
L'ultimo utente registrato è Cristiano71

I nostri membri hanno inviato un totale di 653 messaggi in 646 argomenti
traduttore
PAGERANK
Page Rank Checker Button
Partner



Condividere | 
 

 NEOPLATONISMO / GNOSI / ERMETISMO

Vedere l'argomento precedente Vedere l'argomento seguente Andare in basso 
AutoreMessaggio
Angelodiluce
Admin
avatar

Messaggi : 925
Data d'iscrizione : 19.06.10

MessaggioTitolo: NEOPLATONISMO / GNOSI / ERMETISMO   Mar Ago 17, 2010 10:40 am

NEOPLATONISMO

La creazione avviene in modo tale che Dio rimane immobile al centro di essa, senza volerla né consentirvi. Essa è un processo di emanazione, simile a quello per il quale la luce si spande intorno al corpo Luminoso o il calore intorno al corpo caldo, o meglio simile al profumo che emana dal corpo odoroso.
Utilizzando la nozione aristotelica di Dio come «pensiero del pensiero» Plotino interpreta l'emanazione stessa come il pensiero che l'Uno pensa di sé. L'Uno, pensandosi, dà origine all'Intelletto, che è la sua immagine; l'Intelletto, pensandosi, dà origine all'Anima, che è l'immagine dell'Intelletto.
Trascorrendo da immagine a immagine, l'emanazione è anche un processo di degradazione.
Ciò che emana dall'Uno è inferiore all'Uno, proprio come la luce è meno luminosa della sorgente da cui emana e l'onda del profumo è meno intensa a misura che si allontana dal arrpo odoroso. Gli esseri che emanano da Dio non possono dunque avere né la sua perfezione né la sua unità, ma procedono sempre più verso l'imperfezione e la molteplicità.

Plotino: le emanazioni

La prima emanazione dell'Uno è l'Intelletto (Nous) che è l'immagine più vicina di esso. L'intelletto contiene già la molteplicità in quanto implica la distinzione tra il soggetto che pensa e l'oggetto pensato. Questo Intelletto, come il Logos o il Verbo di Filone, è la sede delle idee platoniche. Esso corrisponde al Dio di Aristotele.

Dall'Intelletto procede la seconda emanazione, l'Anima del mondo, che è Verbo e Atto dell'Intelletto, come l'Intelletto dell'Uno. L'Anima da un lato guarda all'Intelletto da cui proviene e con ciò pensa; dall'altro guarda a se stessa e si conserva; dall'altro ancora, guarda a ciò che è dopo di lei e lo ordina, lo governa e lo regge. Così l'Anima universale ha una parte superiore che è rivolta all'Intelletto ed una parte inferiore che è rivolta al corpo: con questa governa l'universo corporeo ed è Provvidenza.

Dio, l'Intelletto e l'Anima del mondo costituiscono il mondo intellegibile. Il mondo corporeo suppone per la sua formazione, oltre l'azione dell'Anima del mondo, un altro principio da cui derivino l'imperfezione, La molteplicità ed il male. Questo principio è la materia, concepita da Plotino negativamente, come privazione di realtà e di bene. La materia è all'estremo inferiore della scala alla cui sommità c'è Dio. Essa è l'oscurità che comincia là dove termina la luce; quindi non-essere e male.

Le anime singole sono parti dell'Anima del mondo. L'Anima universale ha penetrato la materia vivificandola e penetrandola torta, ma rimanendo in se stessa unica ed indivisibile. Essa produce l'unità e la simpatia di tutte le cose del mondo; giacché queste, avendo un'unica anima, si richiamano l'un l'altra come le membra di uno stesso animale.
Dominato com'è dall'Anima universale, il mondo ha un ordine e una bellezza perfetti. Per scoprire quest'ordine bisogna guardare al tutto nel quale trova il suo posto e la sua funzione ogni singola parte, anche quella apparentemente imperfetta o cattiva. Il vizio stesso ha una funzione utile al tutto perché diventa un esempio della forza della legge e finisce per arrecare utili conseguenze.


GNOSI


I. Il vero Dio non è il creatore dell'universo in cui viviamo.
2. La struttura della divinità è gerarchicamente articolata.
3. I creatori o i dominatori del mondo sono delle potenze cosmiche connotate in termini astrologici.
4. Il Sé dell'uomo (anima o spirito) è una particella del mondo divino al quale vuole e deve fare ritorno.
5. La salvezza del Sé richiede l'intervento di un Salvatore-Rivelatore.
6. La presenza del divino nel mondo e l'origine del mondo stesso dipendono da un «incidente», da una «colpa», da un «peccato» che ha luogo all'interno dello stesso Pleroma.
7. L'apparizione dell'Immagine di Dio come Uomo e la creazione dell'uomo a immagine e somiglianza di Dio costituiscono il fondamento mitologico dell'«esemplarismo rovesciato», conseguente alla Weltanschauung dualistica, variante dell'antitesi (platonica) fra eternità e tempo, essere e divenire.
8. La salvezza riguarda soltanto una “stirpe» eletta (predestinazione).
9. Per conseguire questa salvezza occorre estraniarsi dal mondo, rinunciando ai suoi beni, a cominciare dalla sessualità (encratismo).


Il maggior numero di seguaci appartenne alla scuola di VALENTINO che, secondo Ireneo, venne a Roma al tempo del vescovo Igino (135-40)

Secondo la dottrina valentiniana, che accoglie in sé elementi del giudaismo, del cristianesimo, del neoplatonismo, dello gnosticismo sethiano e dell'encratismo tutto viene originato dall'azione di coppie di entità immateriali, dette Eoni: lo stesso Dio. definito "Primo Padre" o «Eone perfetto», è un essere incorporeo e atemporale, generato dalla prima coppia di Eoni, Abisso (il principio maschile) e Silenzio (quello femminile).

Da Dio promanano altri due Eoni, Intelletto (o Mente) e Verità, e da questi Ragione (o Verbo) e vita che generano a loro volta Essere umano ed Ecclesia (o Comunità). Questi otto Eoni costituiscono la cosiddetta Ogdoade, da cui vengono emanate (sempre a coppie) altre 22 entità. L'unione di tutti gli Eoni costituisce il Pleroma, l'Unità indistinta che comprende in sé il tutto, il luogo della perfezione divina.

Ma l'ultimo Eone, Sophia, cercò di penetrare i misteri di Abisso ed in questo tentativo generò il mondo, il regno della materia senza forma, del dolore e del pianto: a seguito di ciò Sophia venne espulsa dal Pleroma, e generò Achamot, il Demiurgo, signore del mondo psichico celeste (o Settimo Cielo, o Ebdomade) e responsabile della creazione dell'uomo.

Per ristabilire l'ordine e il rispetto per Abisso, Intelletto e Verità generano a questo punto Cristo (entità maschile) e lo Spirito Santo (entità femminile), che ricevono la missione di recarsi nel mondo e riunire tutti i semi sparsi in esso da Sophia. Per questo motivo Cristo si incarna nell'uomo Gesù al momento del suo battesimo, per separarsene appena prima della crocifissione.

Nel pensiero valentiniano, perciò, Cristo non ha doppia natura e la sua morte è stata solo un'illusione: questa concezione, comune a molte dottrine gnostiche, viene detta «docetismo» (dal greco dokèin, «sembrare»).

Secondo Valentino, il genere umano si divide in tre categorie: gli «iliaci, o «carnali», che versano in uno stato di perenne ribellione irrazionale e non hanno speranza di salvezza (figura emblematica ne è Caino): gli «psichici», (rappresentati da Abele), che vivono in una lucida sofferenza in quanto, pur credendo nell'esistenza del Demiurgo, non possiedono la conoscenza del mondo spirituale che gli è superiore, e possono pertanto aspirare, al massimo, a raggiungere mediante la fede e le proprie opere il mondo psichico del Settimo Cielo. Infine esiste la terza schiera dei cosiddetti uomini «spirituali» o «pneumatici», ossia di coloro che possiedono, a loro insaputa, lo spirito divino (pneuma).

La venuta di Cristo nel mondo è servita appunto a portare a costoro la conoscenza (gnòsis) di questa loro condizione e a indicare così la via della salvezza.
La dottrina valentiniana si sviluppò in numerose scuole, i cui principali rappresentanti furono Eracleone, Tolomeo e Marco, ed influenzò pensatori illustri come Origene.


ERMETISMO


La caratteristica di fondo dell'Ermetismo

a L'Ermetismo si presenta come una dottrina esoterica.
b Esso pretende di essere una «divina rivelazione».
c La divinità rivelante è appunto Ermete.
d L'Ermetismo, in generale, non comunica i suoi messaggi mediante dimostrazioni razionali e deduzioni logiche, bensì tramite una sorta di «iniziazione» misterica.


Per quanto concerne, poi, la concezione della gerarchia del divino, è da segnalare un fatto molto interessante. Il Poimandres, che è il più organico dei trattati, presenta una serie di «intermediari» tra il Primo Dio e il Mondo, evidentemente desunti da Filone, da un lato, e dai Medioplatonici, dall'altro, che denotano la tendenza tipica della gnosi (sia quella pagana sia quella eretico-cristiana) a moltiplicare tali intermediari. Ecco il quadro d'insieme che si ricava dal Poimandres.

1 Al vertice sta il Dio supremo, Luce suprema e Intelletto supremo, avente natura maschile-femminile, e quindi capace di generare da solo.
2 Segue il Logos, che è figlio primogenito del Dio supremo.
3 Dal Dio supremo deriva anche un Intelletto demiurgico, che è, quindi, un secondogenito, ma è espressamente detto «consustanziale» rispetto al Logos.
4 Segue l'Anthropos, ossia l'Uomo incorporeo, esso pure derivato da Dio e «immagine di Dio».
5 Segue, infine, l'Intelletto dato all'uomo terreno (rigorosamente distinto dall'anima e nettamente superiore a essa) che è quanto di Divino c'è nell'uomo (e anzi, in certo senso, è Dio stesso nell'uomo) e che gioca un ruolo essenziale nell'etica e nella mistica ermetica.

Il Dio supremo è inoltre concepito come esplicantesi «in un numero infinito di potenze», e anche come «forma archetipa», e come il «principiò del principio, che non ha fine», ancora una volta con evidenti agganci a Filone di Alessandria e al Medioplatonismo.

Generazione del cosmo, dell'Uomo incorporeo e dell'uomo corporeo

Il Logos e l'Intelletto demiurgico sono i creatori del cosmo. Essi agiscono in diverso modo sull'oscurità o tenebra, che originariamente si distacca e dualisticamente si oppone al Dio-luce (nonché su una Boulé o Volontà) che deriva sempre da Dio in un modo non precisato e il cui rapporto con la oscurità non viene determinato, e costruiscono un mondo ordinato. Vengono prodotte le sette sfere celesti e messe in movimento. Dal movimento di queste sfere vengono quindi prodotti gli esseri viventi privi di ragione (che in un primo momento nascono tutti bisessuali).

Più complessa è la generazione dell'uomo terrestre. L'Anthropos o Uomo incorporeo, terzogenito del Dio supremo, vuole imitare l'Intelletto demiurgico e creare anch'esso qualcosa. Ottenuto il consenso del Padre, l'Anthropos attraversa le sette sfere celesti fino alla luna, ricevendo, per partecipazione, le potenze di ciascuna di esse, e poi si affaccia dalla sfera della luna e vede la natura sublunare. Ben presto 1'Anthropos si innamora di questa natura e, viceversa, la natura si innamora dell'Uomo. Più precisamente, l'Uomo si innamora della propria immagine riflessa nella natura (nell'acqua), vien colto dal desiderio di unirsi a essa e, così, nel congiungersi a essa, cade. Nasce in tal modo l'uomo terrestre, con la sua duplice natura, spirituale e corporea.

L'autore ermetico del Poimandres, per la verità, complica notevolmente la sua antropogonia. Infatti, dall'accoppiamento dell'Uomo incorporeo con la natura corporea non nasce immediatamente l'uomo comune, ma nascono sette uomini (sette come le sfere dei pianeti), ciascuno maschio-e-femmina a un tempo.
Tutto resta in questa condizione fino a quando, per volontà del Dio supremo, i due sessi degli uomini (e degli animali, già nati per effetto del movimento dei pianeti) vengono divisi e ricevono il biblico comando di crescere e moltiplicarsi e di salvarsi.

La gnosi salvifica e il congiungimento con l'intelletto che è parte di Dio

Il messaggio dell'«Ermetismo dotto», da cui è dipesa tutta la sua fortuna, si risolve sostanzialmente in una dottrina della salvezza, e le sue teorie «metafisico -teologico - cosmologico- antropologiche» non sono altro che i supporti di questa soteriologia.
Al fondo dei più significativi trattati del Corpus Hermeticum vi è una concezione dualistica assai accentuata e, di conseguenza, anche una concezione pessimistica, che era assente o solo limitatamente presente nel pensiero greco classico e in quello del primo ellenismo.
La nascita dell'uomo terrestre è dunque dovuta a una caduta di Anthropos, che ha voluto congiungersi alla natura materiale. E così l'Uomo, da «Vita e Luce qual era», si trasformò «in anima e intelletto», nel senso che la Vita originaria divenne l'Anima e la Luce divenne l'Intelletto.
Ma il mondo materiale in cui è caduto l'Uomo è il «pleroma di ogni male», vale a dire la totalità del male, ossia il male radicale.

Dunque, la «salvezza» non potrà consistere se non nella liberazione e nel distacco dalla materia. Il mezzo per realizzare questa liberazione è, secondo la dottrina del Corpus Hermeticum, la conoscenza (gnosi), mentre l'ignoranza mantiene l'uomo incatenato alla materia ed è quindi il peggiore dei mali.
Dunque, la salvezza coincide con la gnosi. Ma che cos'è questa gnosi ermetica e come si attua? Innanzitutto, l'uomo deve conoscere se stesso, convincersi che la sua vera natura consiste nell'intelletto, e, di conseguenza, deve cercare di distaccarsi da tutto ciò che in lui è legato alla materia, che è tenebra e male. Ma poiché, come sappiamo, l'Intelletto è parte di Dio (Dio in noi), riconoscere se stesso in questo modo significa riconoscere Dio.

L'uomo non deve aspettare la morte fisica per raggiungere il suo telos, che consiste nell'«indiarsi». Infatti può rigenerarsi, liberandosi dalle potenze negative e malvagie e dai «tormenti delle tenebre», mediante le divine potenze del bene, fino a ottenere un completo distacco dal corpo, purificando così il suo intelletto, e in tal modo, estaticamente congiungendosi all'Intelletto divino, per divina grazia.

Con la morte fisica, invece, l'uomo, in un primo momento, si spoglia del suo corpo il quale ritorna, dissolvendosi, a rimescolarsi con gli elementi del cosmo. Anche le forze irrazionali dell'anima ritornano alla natura priva di ragione. Quindi l'anima, salendo attraverso le sfere celesti, si spoglia via via delle facoltà che da esse aveva ricevuto, giunge all'ottavo cielo, che è di puro etere, e qui mantiene solamente le sue potenze pure. Successivamente, si unisce alle Potenze divine e, divenuta essa stessa Potenza divina, da ultimo «entra in Dio».


[Devi essere iscritto e connesso per vedere questa immagine]

La letteratura dello gnosticismo cristiano non si affida all'anonimia, ma e consegnata a figure di intellettuali chiaramente identificabili, quali Basilide, Valentino e i loro discepoli. Secondo un'ipotesi interpretativa largamente diffusa, lo gnosticismo cristiano si caratterizzerebbe per una rilettura in chiave cristiana del mito proprio degli «gnostici»: sarebbe questo in particolare il caso di Valentino e della sua scuola.


La gnosis era una forma di conoscenza raggiunta, su base discorsiva e dialettica, a partire da un'osservazione visiva diretta, che poteva estendersi alle realtà invisibili del mondo ideale, come insegna Platone, in virtù degli «occhi della mente». Per conseguire questa conoscenza non era necessario un organo particolare, tanto meno una rivelazione e un rivelatore, al contrario di quanto avverrà nei testi gnostici, dove il termine designerà una forma di conoscenza metarazionale, dono della divinità, che ha in sé il potere di salvare coloro che la ottengono. Grazie ad essa, si entra in possesso della chiave del mistero cosmico, si risolve l'enigma dell'universo e nel contempo si conosce il mistero del microcosmo individuale, delle sue origini, della sua natura, del suo destino. Per questo, se pur in numero limitato, alcuni gruppi si definiscono gnostikòi, anche se nelle fonti dirette sono più correnti autodefinizioni come: «coloro che hanno la conoscenza», «coloro sui quali è disceso lo Spirito vivente'', «i perfetti», «la generazione che non vacilla», i «compagni spirituali» ecc.


Tra i vari temi che contraddistinguono l'universo di pensiero gnostico, costituendone un codice privilegiato di accesso, centrale è quello relativo alla natura di Dio, mistero intorno al quale gli gnostici hanno costruito una prima forma di teosofia, che costituisce uno dei tratti più originali e dei contributi più significativi della loro peculiare mitologia teologica o teologia mitologica.


Il tratto distintivo del Dio gnostico, che lo distingue sia dal Dio cristiano sia da quello pagano della coeva filosofia platonica, è la sua natura androgina, il fatto, cioè, che in lui coesistono una dimensione maschile e una dimensione femminile.

Con il Dio cristiano quello gnostico ha in comune la dimensione personale: tra Dio e l'uomo esiste, di conseguenza, secondo il dettato biblico, un profondo rapporto di somiglianza; il dio gnostico, però, a differenza del dio biblico, possiede una dimensione femminile, che ne rappresenta l'elemento per così dire patibile e che costituisce la causa del dramma del Pleroma gnostico.

Con il dio platonico quello gnostico ha in comune il modo di manifestarsi dell'energia divina: esso non segue la logica biblica della creatio ex nihilo, che pone un abisso insormontabile tra creatore e creatura, ma concepisce l'uomo come una manifestazione dell'energia divina, dunque come un dio decaduto: quella gnostica, in altri termini, è una teologia processuale, non creazionista. Il dio gnostico, infatti, manifesta la sua inesauribile energia attraverso l'emanazione, un processo particolare che implica una progressiva perdita di potenza da parte della sostanza divina man mano che essa si allontana dalla sua origine — e in questo si distingue dalla processione che è tipica della concezione del divino di un filosofo come Plotino, secondo la quale le ipostasi o realtà divine, l'Intelligenza e l'Anima, che procedono eternamente dall'Uno, la sorgente dell'essere, non costituiscono in alcun modo un depauperamento dell'energia dell'Uno —; si tratta di un processo di allontanamento in seguito al quale, accanto all'originaria sostanza divina pneumatica o spirituale, si verranno formando successivamente la sostanza psichica e la sostanza ilica o materiale.

A differenza, però, del dio platonico, impersonale, quello gnostico è, al pari del dio biblico, un Anthropos provvidente e salvatore, rivelatore e di grazia. In fondo, la formazione del mondo, di un mondo pur sempre ostile e pericoloso creato dal demiurgo, persegue lo scopo di far sì che la materia spirituale, fuoriuscita dal Pleroma in conseguenza del dramma pleromatico e che si nova ora in una situazione di abbandono e di ignoranza nel cosmo, venga formata e perfezionata grazie a questa condizione di esilio temporaneo.




Il pensiero neoplatonico cristiano cercherà di spiegare che noi non possiamo definire Dio in modo univoco a causa dell'inadeguatezza del nostro linguaggio.
Il pensiero ermetico dice che il nostro linguaggio, quanto più è ambiguo, polivalente e si avvale di simboli e metafore, tanto più sarà adatto a nominare un Uno in cui si realizza la coincidenza degli opposti. Ma dove trionfa la coincidenza degli opposti cade il principio di identità. Tout se tient.
Tornare in alto Andare in basso
Vedi il profilo dell'utente http://angelodiluceinternet.forum-ativo.com
 
NEOPLATONISMO / GNOSI / ERMETISMO
Vedere l'argomento precedente Vedere l'argomento seguente Tornare in alto 
Pagina 1 di 1

Permessi di questa sezione del forum:Non puoi rispondere agli argomenti in questo forum
AngelodiluceInternet :: Folosofia-
Andare verso: